Che ci fa un’Agopuntrice al Marketers World 2023?

Un’appassionata di Medicina Cinese ad un evento di Marketers – Imprenditori Digitali? Leggi l’articolo per scopire quali speech del Marketersworld si sono rivelati “cinesi”

Avete parlato di Medicina Tradizionale Cinese senza saperlo.

Sono appena tornata dal mio primo MarketersWorld, che per chi non lo sapesse è un evento in cui si riuniscono da tutta Italia persone che hanno o vorrebbero intraprendere una carriera nel mondo del digitale, imprenditori ecc. e che offre la possibilità di farsi un’idea di questo mondo, di fare networking e conoscere collaboratori, ascoltare l’esperienza di persone che ce l’hanno già fatta e di come ce l’abbiano fatta, compresi gli errori che hanno commesso lungo il loro percorso.

E direte voi, tu che ci facevi lì?

Questo blog ovviamente. Ho partecipato a tutta una serie di workshop su come presentarmi, su come presentare MediQìna, su come raccontarvi cosa sia per me e spero diventi per voi. E devo dirvi che l’evento ha soddisfatto le mie aspettative. Anzi, direi che le ha superate.

Quello che non mi aspettavo era di sentire così tanti speech collegati alla Medicina Cinese.

Chi c’era starà pensando “Va be’ come fai! Giusto perché Dario Vignali ha parlato del tao? Perché Andrea Giuliodori ha raccontato del suo libro guida “Il Tao per un anno?”
Siete fuori strada, ma vi assicuro che alla fine la penserete come me.

Vi porto qualche esempio:

denise della giacoma marketersworld

Denise Dellagiacoma: L’importanza di respirare

Denise ci ha parlato di come sia assurdo che quando stiamo male, nessuno pensa mai a preoccuparsi della propria respirazione: eppure possiamo sopravvivere solo 3 minuti senza respirare. Mentre ascoltavo le sue parole, mentre respiravo sotto la sua guida, la mia mente è andata alla Medicina Cinese, al ruolo che ha il Polmone e che forse ci fa capire un po’ meglio perché sia così importante respirare bene.

Il polmone è “il Maestro del Qì”: governa la formazione del Qì e la respirazione. Riceve il Qì dal cielo, estrae quello puro per il corpo ed esala quello sporco e questo fa sì che arrivi energia di qualità a tutto il nostro corpo e che ci sentiamo bene.

Ma non solo, i Polmoni sono il primo organo ad entrare a contatto con il Mondo Esterno: attraverso la respirazione, ma anche attraverso la pelle che in Medicina Cinese è associata ai Polmoni. 

I Polmoni ci mettono in contatto ma allo stesso tempo ci difendono dal mondo esterno e se non respiriamo bene, se i Polmoni sono deboli, cominciamo ad ammalarci spesso.

E sapete cosa danneggia gravemente i Polmoni?

La preoccupazione, la tristezza.

La preoccupazione “annoda il Qì”, ci sentiamo un peso sul petto, cambiamo postura, percepiamo tensione alle spalle e al torace, come se non potessimo prendere un respiro profondo.
La respirazione diventa superficiale, l’energia scarsa, la voce debole.

La tristezza danneggia il Pò, la nostra anima corporea, la parte più fisica e materiale dell’anima umana che ci permette di sentire, di percepire il mondo. La manifestazione diretta del respiro della vita.
Proprio come in medicina occidentale l’ossigeno entra nel sangue tramite la respirazione, in Medicina Cinese il respiro è una manifestazione del Pò, che influenza tutte le attività fisiologiche. 

La tristezza dissipa il Qì e impedisce alla nostra anima corporea di muoversi, ne offusca le sensazioni, portandoci via l’energia, la voglia di interagire con gli altri e causando malessere che si può diffondere a tutti gli organi del nostro corpo.


Nicola Triglione: Prevenzione e Biohacking

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E va be’, questa era prevedibile. Medicina-medicina.

Nicola Triglione ci ha messo davanti alla nuda e cruda realtà che nessuno si preoccuperà della nostra salute, fino a quando non saremo malati (ottimisticamente) e che tocca rimboccarsi le maniche e modificare il proprio stile di vita per allontanare la possibilità di insorgenza delle malattie croniche, mettere mano al portafoglio e investire per la nostra salute di oggi e di domani.

Anche questo mi ha riportata alla Medicina Cinese.

Sapevate che i medici cinesi anticamente ricevevano il proprio compenso solo finché mantenevano in salute i pazienti?

Ebbene sì, il concetto di Prevenzione è molto più antico della Carta di Ottawa.

Risale a un paio di migliaia di anni fa, quando in Cina si praticava lo “Yī bǎo shíbǎo”, ovvero il sistema di pagamento basato sulla salute: se il paziente si ammalava, il medico non veniva più pagato.

I medici cinesi si prendevano cura dei propri pazienti attraverso pratiche quali l’agopuntura, la dietetica, il tuina (massaggio), l’esercizio fisico (Tai Chi, il Qi gong), attraverso l’esame della lingua e dei polsi, avendo cura di mantenere l’equilibrio energetico e l’armonia tra corpo-anima-ambiente circostante.


Maura Gancitano: Questione di equilibrio

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Maura si è soffermata sulla nostra incapacità di fermarci, del senso di colpa che la società ci trasmette quando proviamo a staccare la spina.

Un problema di cui siamo tutti protagonisti: il superlavoro e come questo lede alla nostra salute psico-fisica.
Alla base c’è sempre un problema di equilibrio. E come potevo non pensare alla medicina cinese?

L’alternanza lavoro-riposo è probabilmente quella che ha dato origine al concetto di Yin e di Yang: il giorno corrisponde allo Yang e la notte allo Yin e, per estensione, l’attività allo Yang e il riposo allo Yin.
Se non hai letto l’articolo sulla Teoria dello Yin-Yang corri subito qui:https://mediqina.it/teoria-dello-yin-yang/

Quando lavoriamo o facciamo attività fisica consumiamo il Qì, quando ci riposiamo il Qì viene ripristinato.

Quando abbiamo una deadline da rispettare, un esame, un qualsiasi impegno che ci richiede un consumo di energia straordinario è normale che il nostro corpo si indebolisca.
Se superato questo momento, ci prendiamo il tempo che ci serve per riposare e rilassarci, ci ricarichiamo della nostra energia e l’equilibrio Yin-Yang viene ripristinato.

Questo non succede quando quello che dovrebbe essere un breve periodo di stress, diventa una costante della nostra vita, diventa la quotidianità: si lavora tanto, troppo, si mangia male, la preoccupazione ci consuma e consuma il nostro Qì.

Si oltrepassa il livello oltre al quale il Qì non può più far fronte alle richieste e il corpo deve ricorrere alle sostanze Yin, per affrontare le esigenze del proprio stile di vita e lo Yin comincia a esaurirsi.

Cominciamo con il brain fog: scarsa memoria, stanchezza, apatia, ansia lieve fino alla depressione. Cominciamo ad avere il sonno disturbato: magari vi sarà capitato di svegliarvi sudati, con la bocca secca, di avere sensazione di calore..
Quella lieve ansia con cui conviviamo di giorno, di notte diventa ingestibile e ci impedisce di addormentarci.

Così anche quel poco tempo di riposo che ci concediamo diventa di cattiva qualità e il nostro stato energetico non fa che peggiorare.

Quando si arriva a questo punto, non si può ripristinare rapidamente l’equilibrio: bisogna ridimensionare lo spazio che si dedica al lavoro.

Il recupero del benessere può essere ottenuto solo attraverso un cambio di stile di vita, ritagliandosi il tempo per un riposo adeguato, per l’esercizio fisico, per le attività che amiamo e ci rendono felici.


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Vittorio Civinini:
Pensiero-Emozione-Comportamento

Ma secondo voi, uno che parla di un test che valuta il livello di energia vitale, poteva mai non richiamarmi la medicina cinese?
E infatti Vittorio senza saperlo ha parlato dello Hún, la mia anima preferita. 

Delle anime della medicina cinese, lo Hún è probabilmente quella che si avvicina di più alla concezione occidentale di anima. Risiede nel Fegato ed è molto importante che il Fegato sia in salute per evitare che lo Hún se ne vada in giro quando dormiamo.

Infatti lo Hún è responsabile dei nostri sogni e se se ne va troppo in giro causa sogni molto vividi, incubi, sonno disturbato.

E che c’entra con quello che ho detto io, starà pensando Vittorio.
Be’ c’entra eccome, perché lo Hún rappresenta anche i sogni, intesi come progetti di vita, direzione, piano esistenziale.

Il nostro Hún ci guida nelle nostre scelte di vita, portandoci alla piena realizzazione della nostra volontà, dei nostri obiettivi, di quella che sentiamo essere la strada giusta.
Lo Hún controlla l’equilibrio delle emozioni: quando è ben radicato raggiungiamo l’allineamento tra le nostre emozioni e le nostre azioni.

E quando questo non succede, quando viviamo una vita che non fa per noi, quando permettiamo agli altri di interferire nel nostro percorso, questa frustrazione va a ledere il Fegato che non riesce più a trattenere lo Hún, che si disancora.


Non si riescono più ad ordinare le idee, non ci si riesce a dedicare ad un progetto, si passa da una cosa all’altra e si agisce in modo sconclusionato perché si è persa la direzione.
Si viene sopraffatti dalle emozioni e si perde la capacità di esprimerle apertamente, dando via ad una serie di comportamenti disfunzionali che si riflettono nelle relazioni con le persone e con il mondo esterno.


Dario Vignali:
con che lenti osservi il mondo?

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Last but not least, Dario Vignali.

Ebbene sì, per farci riflettere su cosa possiamo perderci quando ci limitiamo a guardare il mondo con una singola prospettiva, Dario ha fatto un video-esperimento che mi ha turbata parecchio.

Sono rimasta sinceramente impressionata da quello che è successo quando ho rivisto il video senza le sue indicazioni.

Poi però ho pensato che io so bene cosa vuol dire utilizzare un solo paio di occhiali, quelli che ti vengono forniti in dotazione, quelli standardizzati, perché è una cosa che mi ha causato non poca sofferenza.

Non riuscivo proprio a capire perché a me non andassero bene, mentre tutte le persone che mi circondavano sembrava che fossero così a loro agio e non capivano il mio disagio. E in questo articolo https://mediqina.it/riconoscere-il-suono-della-propria-voce/ condivido con voi l’entità del disagio e della sofferenza che mi ha causato.

La medicina cinese mi ha curato la miopia: è stato come mettere le lenti a contatto per la prima volta e avere la sensazione di vederci di nuovo e per davvero.
Ha ridato un senso al mio percorso di studi e lavorativo, ha cancellato il senso di disagio e di inadeguatezza che mi ha accompagnata per tanti anni.
Ho capito che non avevo sbagliato strada, ma che dovevo solo trovare la giusta medicina.

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